La storia della vostra Associazione
è fatta di tanti “santi della porta accanto” – tanti! –,
ed è una storia che deve continuare:
la santità è eredità da custodire e vocazione da accogliere.
Il Venerabile Servo di Dio Vittorio Trancanelli nacque il 26 aprile 1944 a Spello (PG), dove la sua famiglia si era rifugiata a causa della guerra. Successivamente, si trasferì a Petrignano d’Assisi, luogo del quale era originario suo padre. Lì il Venerabile Servo di Dio passò la sua infanzia e l’adolescenza, compiendo gli studi scolastici e, poi, iscrivendosi alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Perugia, presso la quale conseguì la Laurea, divenendo un brillante medico-chirurgo. La sua partecipazione alla vita della Chiesa maturò attraverso l’attiva appartenenza all’Azione Cattolica e la guida spirituale da parte di alcuni sacerdoti. Il 18 ottobre 1970 si sposò con Rosalia Sabatini, trasferendosi a Perugia dove lavorò presso il locale nosocomio “S. Maria della Misericordia”. Nel 1976, un mese prima della nascita di Diego, unico figlio naturale, il Servo di Dio si ammalò gravemente di colite ulcerosa con peritonite diffusa venendo salvato sorprendentemente da morte quasi certa. I postumi di tale malattia segnarono tutta la sua vita, fino a portare negli ultimi ventitré anni una ileostomia senza che alcuno sapesse nulla tranne sua moglie e i suoi collaboratori medici più stretti. Quella fu la sua “spina nella carne”, come usava chiamarla lui, portata con fede, con amore a Gesù Cristo e grande fortezza d’animo. Dopo un anno circa di convalescenza, riprese il servizio ospedaliero volto al bene fisico e spirituale degli ammalati nei quali vedeva il Signore Gesù. Contemporaneamente si dedicò alla sua famiglia che amò e servì con grande umanità e premurosa carità.
Nel 1980 nacque in lui un grande interesse per la Sacra Scrittura e per l’ebraismo che studiò con passione per il resto della sua vita cercando di capire la figura di Gesù nel contesto di appartenenza non solo storico ma anche logistico, culturale e linguistico. Nel frattempo, insieme alla moglie, decise di accogliere in “affidamento” diversi ragazzi che crebbero all’interno della loro famiglia insieme al loro figlio naturale, sperimentando il calore, l’affetto e l’assistenza di persone che li amavano. Nel 1992, la coppia decise di prendersi cura anche di una ragazza down, figlia di una caposala dell’ospedale dove il Servo di Dio lavorava, che stava morendo di tumore e che chiese loro di occuparsi della figlia. Nel 1997 Vittorio diede anche il via, insieme a sua moglie e a qualche amico, ad una associazione da lui chiamata “Alle Querce di Mamre” per l’accoglienza di famiglie, ma soprattutto madri con figli, in gravi difficoltà, di qualsiasi ceto, religione e appartenenza geografica e ciò in perfetta sinergia con la Caritas diocesana.
Nello stesso anno fu diagnosticato al Venerabile Servo di Dio un tumore che lo portò alla morte, avvenuta a Cenerente (Perugia, Italia) il 24 giugno 1998.
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