«Non diciamo che oggi è più difficile;
è diverso. Impariamo piuttosto
dai santi che ci hanno preceduto
ed hanno affrontato le difficoltà
proprie della loro epoca».
Nato nel 1934 a Villaverla, Italia, Fratel Faccin si unisce ai missionari saveriani all’età di 16 anni. Dopo il noviziato, serve a Parma e a Desio prima di partire per il Congo nel 1959. Durante i suoi cinque anni in Congo, lavora come economo, capo cantiere e nella pastorale giovanile, condividendo con gioia il Vangelo.
In una lettera ai suoi genitori, esprime la gioia che prova nell’aiutare coloro che non conoscono il dono della fede cristiana. È particolarmente toccato dal disordine sociale e politico che impedisce ai missionari di visitare i cristiani nei villaggi isolati.
Fratel Faccin è descritto come un uomo di sacrificio, dedito alla realizzazione delle opere della missione. È riconosciuto per il suo instancabile impegno, sia nel suo lavoro, nell’animazione dei cori, dei bambini del movimento “Xavéri” dell’Azione Cattolica e nella preghiera. Il suo devoto esempio è una luce brillante per tutti.
Il 28 novembre 1964, la tragedia colpisce. Fratel Faccin, tentando di accogliere e calmare i ribelli mulelisti, viene ucciso dal colonnello Abedi Massanga. Questo momento tragico è catturato con emozione nel documentario, sottolineando il sacrificio supremo di Fratello Faccin per la sua fede e la sua comunità.
Dal sito Missionnaires Xavériens en RDC
«Non diciamo che oggi è più difficile;
è diverso. Impariamo piuttosto
dai santi che ci hanno preceduto
ed hanno affrontato le difficoltà
proprie della loro epoca».