«Non diciamo che oggi è più difficile;
è diverso. Impariamo piuttosto
dai santi che ci hanno preceduto
ed hanno affrontato le difficoltà
proprie della loro epoca».
Nacque in una famiglia in cui la spiritualità si respirava ogni giorno, tanto che anche suo fratello Mario magistrato e laico impegnato nell’Azione Cattolica di tre anni più piccolo, è un Servo di Dio.
Primogenita di tre figli, nacque a Todi (Perugia) il 22 novembre 1912 dai pii genitori Marino Ferdinandi e Maria Ferretti, il suo curriculum scolastico è dei più esemplari; fece le scuole elementari a Todi, poi frequentò la Regia Scuola Complementare “Iacopone” di Todi fra il 1923 e il 1927, sempre tra le prime della classe; dal 1927 al 1930 frequentò le magistrali superiori a Perugia.
Per quattro anni fu al Regio Istituto Superiore di Magistero in Roma con assidua frequenza e il 30 novembre 1934 conseguì il diploma di laurea in materie letterarie.
Ancora universitaria insegnò nel 1934 e 1935 alla scuola elementare “Fausto Cecconi” di Centocelle; fino al 3 febbraio 1940 fu prima supplente e poi insegnante titolare nel ginnasio di Todi.
Dopo pochi giorni il 22 febbraio 1940 morì a soli 28 anni. Una vita intensa e con un esemplare percorso, ma quel che ha distinto Teresa Ferdinandi fu l’amore per l’Eucaristia e per la Madonna, che nella sua vita fu la caratteristica più saliente, abbinato ad un continuo annullamento di sé e con un totale abbandono in Dio.
Fu presidente delle Damine della Carità e presidente diocesana della Gioventù Femminile dell’Azione Cattolica in Todi, compiendo un apostolato intensissimo e fruttuoso.
Il 23 giugno 1977 la Chiesa di Todi presentò la documentazione necessaria per avviare la causa per la sua beatificazione, unitamente a quella per il fratello Mario morto a 30 anni nel 1946.
La Congregazione per le Cause dei Santi, concesse il nulla osta il 1° giugno 1979; i resti mortali dei due Servi di Dio, vennero traslati il 20 novembre 1983, nel santuario cittadino della Madonna del Campione.
«Non diciamo che oggi è più difficile;
è diverso. Impariamo piuttosto
dai santi che ci hanno preceduto
ed hanno affrontato le difficoltà
proprie della loro epoca».