«Non diciamo che oggi è più difficile;
è diverso. Impariamo piuttosto
dai santi che ci hanno preceduto
ed hanno affrontato le difficoltà
proprie della loro epoca».
Figlia di un notaio ed ex garibaldino, inizia gli studi con un precettore, un sacerdote che le offre le basi di una formazione umana e cristiana molto solida. Sempre attenta alle vicende storiche del suo tempo, coltiva il desiderio di dedicare tutta la vita alla Chiesa, lavorando in parrocchia e in diocesi, impegnandosi nell’Università cattolica e nell’Azione Cattolica.
Dal 1919 in poi, lavora come delegata per l’Emilia e Bologna dell’Unione fra le donne cattoliche e ne scrive lo statuto per la sua diocesi di Borgo San Donnino (poi Fidenza dal 1927), approvato dal vescovo Leonida Mapelli.
La presidenza nazionale dell’Unione ne apprezza la preparazione e la vita esemplare, le affida l’organizzazione e l’impegno per le Settimane sociali in campo nazionale. Pierina diventa così, con l’aiuto di padre Mauri e di don Alfredo Cavagna, propagandista nazionale della GF, visitando molte regioni d’Italia.
Contemporaneamente, si impegna a favore dell’Università Cattolica, avendo conosciuto padre Agostino Gemelli e Armida Barelli.
«Non diciamo che oggi è più difficile;
è diverso. Impariamo piuttosto
dai santi che ci hanno preceduto
ed hanno affrontato le difficoltà
proprie della loro epoca».