«Il dono più grande che potete fare
alla Chiesa e al mondo è la santità».
Primogenita di tre figli, a cinque anni le muore la madre. Il padre si risposa e Marietta deve badare anche ad altri due fratelli che nascono successivamente, fino a quando non va a studiare nel collegio delle Benedettine di S. Elpidio a Mare. Qui, consegue il diploma di maestra elementare.
Il suo più profondo desiderio è quello di appartenere a un ordine religioso, ma le precarie condizioni di salute non le permettono di attuarlo. Allora si consacra al Signore con voto privato di castità. Insegna catechismo ai fanciulli per prepararli alla Prima comunione.
Aiuta chi ne ha bisogno nei compiti scolastici, accogliendolo nella sua casa. Dedica anche molto del suo tempo alla Gioventù femminile di Azione Cattolica, per offrire alle giovani valori che le formino a una vita cristiana autentica. Lei stessa è nel suo paese portatrice di pace ed esempio vivente di dedizione al prossimo.
La sua vita è segnata dalla sofferenza. Nel 1928 si scopre ammalata di tubercolosi e, malgrado le cure e i soggiorni in montagna, la malattia la consuma fino a portarla alla morte a soli 26 anni. Accetta la malattia esclamando: «Ecco, Signore, sono pronta».
Di lei ci resta un “Diario Spirituale”, ricco di suggestioni: vi traspare la sua intensa unione con Dio che l’ha guidata lungo tutta la sua vita.
È stata dichiarata Venerabile il 6 aprile 1998.
«Il dono più grande che potete fare
alla Chiesa e al mondo è la santità».