«Il dono più grande che potete fare
alla Chiesa e al mondo è la santità».
Nacque a Gallipoli il 10 febbraio 1910. Il padre era pescatore e la madre sarta. Abitavano accanto alla Parrocchia di San Francesco d’Assisi. Aderì al Terz’Ordine Francescano e si impegnò come catechista e nel coro parrocchiale. Si iscrisse alla Gioventù Femminile di Azione Cattolica e tra le “Dame” della Pia Opera dei Giovedì Eucaristici. Si dedicò alla numerosa famiglia. Nello stesso tempo visitava e confortava gli ammalati. Amava pregare e passava ore davanti al tabernacolo. Aveva 19 anni quando, nel giorno dell’Immacolata, decise di fare voto di castità. Ogni venerdì faceva digiuno assoluto, portando quanto poteva prendere dalla sua casa, a poveri e a malati. La sua vita suscitò la gelosia del diavolo che la tormentò in vari modi, come scrisse al padre confessore. Tutto era sempre coperto dal velo del silenzio anche gli strumenti di penitenza corporale che lei usava e che oggi sono esposti in una teca in S. Francesco. Presto si ammalò di tubercolosi. Accettò la malattia guardan do alla passione di Cristo e offrendo per i peccatori che non vogliono convertirsi come il Mal-ladrone, crocifisso con Cristo. la cui statua era nella sua chiesa. Morì il 18 settembre 1933.
«Il dono più grande che potete fare
alla Chiesa e al mondo è la santità».