«Il dono più grande che potete fare
alla Chiesa e al mondo è la santità».
Durante la persecuzione in Messico di cui abbiamo parlato a proposito dei santi martiri messicani (cfr. p. 37 di questo volume), tra i tanti martiri, alcuni sono stati riconosciuti beati.
Tra loro, tracciamo un breve profilo di alcuni laici, a cominciare da Anacleto González Flores, detto anche “il Gandhi della rivoluzione cristera”, ucciso con i suoi compagni di Azione cattolica martiri nel 1927, José Dionisio Luis Padilla Gómez, Jorge Ramón Vargas González, Ramón Vigente Vargas González e nel 1928 Miguel Gómez Loza e Luis Magana Servín.
JOSÉ DIONISIO LUIS PADILLA GÓMEZ
Nel 1917 entra nel seminario di Guadalajara, ma nel 1921 lo lascia, poiché ha dei dubbi sulla sua vocazione. Divenuto insegnante, rinuncia all’impiego per impartire lezioni gratuite ai bambini e ai giovani più poveri.
Socio fondatore e membro attivo dell’Associazione cattolica della Gioventù messicana (Acjm), svolge un’intensa opera di apostolato, in particolare nel campo della promozione sociale.
Quando scoppia la persecuzione religiosa nel suo paese, aderisce all’Unione popolare per contribuire con mezzi pacifici alla difesa della religione cattolica.
Il primo aprile 1927, viene arrestato e condotto nella caserma Colorado, dove incontra Anacleto González Flores e i fratelli Vargas González. Viene ucciso a soli ventisei anni.
«Il dono più grande che potete fare
alla Chiesa e al mondo è la santità».