Don Bruno Barbieri nacque a Bologna il 17 maggio 1916. Ordinato sacerdote il 1 luglio 1939, venne subito mandato cappellano a Castenaso, dove rimase poco più di un anno, per passare poi alla parrocchia di Cristo Re alle Tombe di Zola Predosa.
Nel 1953 divenne assistente diocesano della Gioventù italiana di Azione cattolica, ruolo che mantenne fino al 1956, quando, quarantenne, fu mandato a Bazzano. Qui prestò servizio fino al 1964 come cappellano a fianco di monsignor Angelo Romagnoli, poi, alla morte di questi, come parroco. Nel nostro paese Don Bruno rimase per vent’anni, lasciando un ricordo indelebile di sé e del proprio operato in tutti coloro che lo conobbero.
Appassionato studioso della Sacra Scrittura e dell’approfondimento dei testi originali, in anni in cui questa pratica non era affatto usuale, amò l’arte e la bellezza, quali riflesso dell’armonia divina, di cui faceva quotidiana esperienza nella preghiera personale e liturgica.
Uomo colto e convinto assertore dell’importanza di educare alla rettitudine, alla crescita spirituale e al dono di sé, si adoperò con estremo slancio e instancabile inventiva a escogitare iniziative che potessero essere formative e ricreative al tempo stesso.
E così per i giovani, che a lui stavano particolarmente a cuore, costituì nel 1957 l’Unione sportiva Tenace, tuttora esistente, con l’intento di raccogliere in questa associazione giovani di ogni estrazione sociale e prestanza atletica, offrendo loro un’occasione per crescere insieme, impegnandosi in un’attività sportiva.
E ancora per i giovani inventò le “Olimpiadi Vitt”, una serie di gare di vario genere che si svolgevano ogni anno a settembre e che per una settimana raccoglievano nel campetto parrocchiale tutta la gioventù bazzanese. Anche in questo caso il fine era quello di educare, attraverso il gioco, alla lealtà, al rispetto del prossimo e delle regole stabilite. E poi il “Grest”, altra attività che, durante il periodo estivo, impegnava ogni giorno i ragazzi in lavori manuali (col traforo, col martello, ecc.), o nella collezione di francobolli e di farfalle, o in passeggiate e giochi all’aria aperta.
Con l’intento di offrire ai più piccoli un’occasione di festa ‒ in un’epoca in cui queste occasioni erano peraltro ancora rare ‒ Don Bruno diede vita nel 1965 anche al “Carnevale dei bambini”, manifestazione che tuttora si svolge in Bazzano e per realizzare la quale si avvalse anche di maestranze “non praticanti”, che, con l’entusiasmo che lo caratterizzava, seppe coinvolgere nel mettersi al servizio degli altri per il bene della comunità.
Attento alle necessità dei bambini promosse anche l’ampliamento dell’asilo parrocchiale, dotandolo di nuove aule e di un ampio salone adatto a ogni evenienza. In quegli anni sostenne inoltre la ripresa dell’attività della Pro Loco bazzanese, interrottasi a causa della guerra; era questo un altro pretesto per far socializzare le persone e per insegnare loro a operare per il bene del paese.
La sua passione educativa poté ben realizzarsi anche nella scuola, dove fu docente di religione per molti anni, e dove ebbe modo di entrare in contatto con generazioni di studenti.
Precursore della filosofia del riciclo e intenzionato a dare vita a una residenza per anziani, nel 1967 costituì il “Centro oggetti inutili”, finalizzato a raccogliere e trasformare in cose utili, oggetti fuori uso e inservibili. Avviò in questo modo la prima raccolta differenziata di carta, ferro, vetro, vestiti e mobili, in un primo tempo gestita da un gruppo di giovani all’interno del castello di Bazzano, poi in quello che diverrà il capannone “Il Pellicano”. L’intuizione e il progetto di Don Bruno, grazie all’opera instancabile di Don Attilio Zanasi, si concretizzarono nel settembre del 1993, quando venne inaugurata in Bazzano la Casa di riposo per anziani, tuttora funzionante. Persona schiva e avversa a ogni forma di esaltazione dell’individuo, fu una presenza saggia, autorevole e cordiale, le cui opere hanno fortemente contributo a costituire il tessuto sociale bazzanese in un’epoca, il dopoguerra, in cui era così urgente ricostruire l’identità della comunità
locale.
Lasciata la nostra parrocchia nel 1976, Don Bruno divenne parroco di quella di Manzolino, dove rimase fino al 1989, quando venne mandato, per il meritato pensionamento, a Fontanaluccia sull’Appennino modenese, al confine con le province di Reggio Emilia e Lucca. Ma anche qui non riuscì a stare con le mani in mano e, per aiutare il parroco del luogo, cominciò a occuparsi di cinque parrocchie sparse in questo impervio territorio.
Nel 1993 si trasferì presso la Casa del clero di Bologna, ma anche qui, anziché riposare, si occupò di diverse chiese del centro storico. Passato nel 2005 presso il pensionato S. Rocco di Camugnano, ha lì vissuto gli ultimi anni della sua intensa vita, spegnendosi il 28 settembre 2009.
Don Bruno, che è sepolto nel piccolo cimitero di questo paese del nostro appennino, ci ha lasciato una grande eredità, sia per tutte le attività avviate e promosse, che ancor oggi, a distanza di una sessantina d’anni, continuano a esistere e a funzionare, sia per l’insegnamento e per lo stile di vita che ha saputo infondere in chi lo ha avuto accanto come amico e maestro.
Dal sito della parrocchia di Bazzano