«Non diciamo che oggi è più difficile;
è diverso. Impariamo piuttosto
dai santi che ci hanno preceduto
ed hanno affrontato le difficoltà
proprie della loro epoca».
Gallotti nasce a Zerbolò nel 1920, completa gli studi all’istituto magistrale Cairoli di Pavia. A Gropello, dove si è nel frattempo trasferita la famiglia, si impegna nella Gioventù cattolica che il vescovo, monsignor Bargiggia, sta rilanciando nell’intera diocesi. Nel 1941 si iscrive alla facoltà di Magistero per la laurea in pedagogia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, «università amatissima per la validità degli insegnamenti, per la capacità di trasmissione dei valori umani e cristiani, per il tesoro di idealità che teneva e partecipava con la docenza di forti testimoni».
Dopo l’8 settembre 1943 rientra a casa dal servizio militare e continua il suo impegno tra i giovani della Giac, partecipando alla costituzione della Democrazia cristiana di cui sarà il primo segretario comunale. Ma il suo impegno è soprattutto formativo. Scriverà in quegli anni: «Non ci istruiamo per snob, né semplicemente per arricchire il patrimonio delle nostre idee, né soltanto per far la mostra domani delle nostre cognizioni; ci istruiamo soprattutto per la vita. La nostra intenzione è che le idee-luce abbiano a divenir idee-forza». Maestro a Mortara, è chiamato dal vescovo Picconi a presiedere la Giac diocesana, dove si spende per l’apostolato «con un continuo peregrinare da una parrocchia all’altra, da un oratorio all’altro – come ricorderà nel 1991 Oscar Luigi Scalfaro – per parlare, visitare le associazioni, animare le riunioni, partecipare ai convegni e ai congressi». Dopo la guerra sposa Anna Maria Marabelli e passa all’Unione uomini di cui diviene presidente nel 1956. Direttore didattico è presidente dei maestri cattolici. Matura la scelta del sacerdozio nel 1980. da osservatoreromano.va
Anche da sacerdote ha continuato a seguire l’Azione Cattolica, non solo con una celebrazione eucaristica al Santuario della Bozzola una settimana dopo la sua ordinazione sacerdotale con grande commozione da parte di giovani e adulti. Negli anni ottanta don Angelo continua ad essere figura di riferimento dell’Azione Cattolica diocesana e nell’Associazione Italiana dei Maestri cattolici (AIMC) di cui era consulente ecclesiastico. Era educatore sapiente, capace di coniugare profondità spirituale e umanità concreta.
Nella commemorazione del 1991, l’amico Oscar Luigi Scalfaro colse il cuore della testimonianza di don Angelo, capace di dire SI in ogni stagione della vita: Che cosa ci insegna, dunque, il maestro, l’uomo di Azione Cattolica, l’amministratore pubblico, il politico, lo sposo, il padre, il sacerdote di Cristo? Egli ha sempre detto di SI a Dio. dal libro Angelo Gallotti. Una vita tra educazione, fede e servizio
«Non diciamo che oggi è più difficile;
è diverso. Impariamo piuttosto
dai santi che ci hanno preceduto
ed hanno affrontato le difficoltà
proprie della loro epoca».