Studia nel collegio San Giuseppe di Torino (Fratelli delle scuole cristiane), diventando ragioniere. È costante negli studi e nella vita cristiana.Nel 1942, entra nell’Azione cattolica. Si impegna nel mettere in pratica il programma dell’associazione e anima i centri giovanili della diocesi.
Entra in una formazione partigiana per la difesa dei diritti delle popolazioni occupate. Il 25 luglio 1944 si ferma a soccorrere un soldato nemico ferito, ma viene colpito da una scheggia di mortaio, che gli recide l’arteria femorale. Rimasto solo, muore dissanguato, con le dita intrise di sangue, scrive sulla tela del tascapane: «Offro la mia vita per l’Azione cattolica e per l’Italia, W Cristo Re».