«Non diciamo che oggi è più difficile;
è diverso. Impariamo piuttosto
dai santi che ci hanno preceduto
ed hanno affrontato le difficoltà
proprie della loro epoca».
Dopo essersi laureato all’Università Cattolica di Milano nel 1931, dal 1934 al 1945 è presidente diocesano della Gioventù cattolica (Giac), poi confluita con lo statuto del 1969 nella struttura unitaria dell’Azione cattolica. Dal 1939, è docente incaricato di letteratura cristiana antica, nello stesso anno fonda i “Milites Christi”, che diventano in seguito l’lstituto secolare Cristo Re.
Durante la guerra, è deportato in vari campi di concentramento: il 9 settembre 1943 in Polonia, a Deblin Irena, e poi in Germania, a Oberlangen, Sandbostel e Wietzendorf.
Torna in Italia nell’agosto del 1945. Si impegna per la ricostruzione civile e politica del paese. È deputato nella fase costituente, dal 1946 al 1948, e nella prima legislatura, dal 1948 al 1953.
Rientrato a Milano, si dedica alla formazione del laicato e dirige il quotidiano cattolico «L’Italia» (1961¬1964).
Tornato all’insegnamento nel 1968, succede a E. Franceschini come rettore dell’Università Cattolica, carica che conserva fino al 1983, durante un tempo travagliato per la vita dell’università nell’immediato post Sessantotto.
Gli ultimi anni della sua vita sono dedicati al rilancio di un’idea alta della politica, e per questo fonda l’associazione Città dell’uomo (1984).
Colpito da un tumore, muore a Milano a settantasette anni.
È stato dichiarato venerabile il 5 luglio 2013.
«Non diciamo che oggi è più difficile;
è diverso. Impariamo piuttosto
dai santi che ci hanno preceduto
ed hanno affrontato le difficoltà
proprie della loro epoca».