Prima giovinezza a Zagabria
Marica Stankovic è nata il 31.12.1900 a Zagabria e fu battezzata giorno dopo, cioè il 01.01.1901 nella parrocchia di s. Marco, che si trova nella parte centrale, vecchia della città. Nella modesta casa paterna ha passato i primi felici anni della sua giovinezza e ha ricevuto un’educazione cristiana basata sul fondamento di onestà e serenità. Frequenta la scuola elementare e media per gli insegnanti presso le Suore della Carità di s. Vincenzo il che sviluppo in lei i suoi doti naturali e si approfondisce educazione religiosa. In quella scuola incontra le organizzazioni cattoliche ed è molto attiva nella Congregazione Mariana.
Impegno apostolico nelle organizzazioni cattoliche
Dal 1921 fino al 1925 lavora come insegnante a Sracinec e Donja Voca, sul territorio di odierna diocesi di Varazdin. Nel 1924 cambia il cognome Vragovic in Stankovic e continua lo studio nell’Accademia Superiore di Pedagogia a Zagabria. Lo stesso anno fu il grande raduno delle Aquile (Orlice) in Sibenik, dove fu fondata la centrale direzione del ramo femminile delle Aquile (SHO). Marica entra nella prima direzione come referente d’istruzione. La Congregazione delle insegnanti con sede a Zagabria pubblica il periodico “Za vjeru i Dom” e nel 1926 affida la redazione completamente al SHO e Marica diventa redattore capo. Essa lo dirige per diversi anni. Nel 1929 lo stato sopprime l’organizzazione delle Aquile (Orlice) e il periodico diventa proprietà della nuova organizzazione del ramo femminile dei Crociati (Krizarice) fino all’anno 1945.
Nel settembre 1926 la Serva di Dio con Aquile fece un pellegrinaggio a Roma, dove ha potuto per prima volta conoscere i lavori degli istituti secolari. Nella riunione del SHO in Sarajevo 1927 fu eletta come presidente. Nell’anno 1929 continua lo studio nella Scuola Superiore di Pedagogia a Zagabria e partecipa nel grande raduno delle Aquile a Praga. Nello stesso anno il Presidente del governo il Generale Petar Zivkovic (Serbo) abolisce tutte le organizzazioni della ginnastica, ed anche le Aquile. Però nell’anno successivo Marica insieme con altri dirigenti della soppressa organizzazione delle Aquila istituisce nuova organizzazione i Crociati cui ramo femminile si chiama Veliko krizarsko sestrinstvo e Marica Stankovic diventa presidente il che rimarrà per 15 anni fina alla sua soppressione.
Dal 1931, dopo finiti gli studi di pedagogia lei lavora come professoressa nella scuola a Cakovec, Gracac e poi a Zagabria. L’Arcivescovo metropolita di Zagabria, Antun Bauer, nell’anno 1934 proclama l’organizzazione dei Crociati come parte integrante dell’Azione Cattolica.
Onorificenza pontificia “Pro Ecclesia et Pontifice”
Nel decimo anniversario della morte del beato Ivan Merz, 1938 realizza la sua idea di erigere un istituto secolare. Esso fu fondato nella città natale del Beato a Banja Luka. Dopo il grande raduno dell’organizzazione delle Crociate segue un corso di esercizi spirituali per sei ragazze che hanno deciso di fondare la “Comunità delle Cooperatrici di Cristo Re”. Questo istituto persiste con molte difficoltà e prove durante la guerra e poi dopo la guerra durante il regime comunista. Nel 1942 le Crociate (Krizarice) festeggiano il 15 anniversario della presidenza di Marica Stankovic. Nello stesso anno, grazie alla proposta dell’arcivescovo Alojzije Stepinac, Marica ottiene onorificenza pontificia “Pro Ecclesia et Pontefice” per suo “fruttuoso e lavoro pieno di sacrificio tra la gioventù cattolica nel popolo croato”. Suo fedele amore verso la Chiesa, lo dimostro specialmente nei momenti molto difficili nell’anno 1945 dopo che i comunisti presero il potere. Durante il raduno al quale il nuovo regime convocò tutti i professori ed insegnanti della città di Zagabria, erano circa due mila, per dare nuove direttive come educare i giovani fu attaccato con le incredibili bugie e calunnie l’arcivescovo Alojzije Stepinac. Marica Stanković poi si alzo e con coraggio straordinario pubblicamente difese l’arcivescovo dagli attacchi calunniosi.
Corragiosa testimonianza durante il processo
Il suo grande influsso sulle anime da intellettuale cattolica ed educatrice della gioventù, il suo carattere religioso senza compromessi, furono la ragione della sua incarcerazione dalla polizia segreta UDBA (UDBA – Direzione per la sicurezza dello Stato). Fu imprigionata il 1 settembre 1947. Il processo montato si svolse il 24 e 25 gennaio. In questo processo il suo lavoro religioso ed educativo tra la gioventù fu imputato come l’attività contro lo stato comunista jugoslavo. La sua difesa molto prudente e suo comportamento era proprio eroico. Quando nell’aula dove si svolgeva il processo non le hanno dato di portare tutti gli argomenti in su difesa ha esclamato: “Termino con quelle parole alle quali ho servito tutta la mia vita: Viva Cristo Re, viva il Papa, viva Europa Cristiana!” Dopo la pronunciata sentenza a cinque anni di carcere e lavori forzati lei con le sue sette compagne hanno intonato l’inno “Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat” allo stupore, sorpresa e ammirazione di tutti i presenti, sia giudici carnefici che il pubblico. Tutti i presenti suoi amici a cui fu permesso di assistere al processo dicevano che il suo processo somigliava ai processi delle vergini martiri dai primi secoli delle persecuzioni cristiane. Questo suo coraggioso comportamento durante il processo provoco grande ammirazione tra i cattolici croati e diede molto coraggio ai credenti negli anni successivi pieni di persecuzione della Chiesa e dei cristiani.
Martirio nel carcere comunista per cinque anni
Dal 1 aprile 1948 fino al 1 settembre 1952 Marica sconta la pena nel carcere femminile a Slavonska Pozega. Durante la sua prigionia per cinque anni fu esposta a varie e grandi sofferenze e maltrattamenti fisici e psichici. La sua salute fu gravemente danneggiata durante la prigionia. Ha contratto varie malattie che risultarono mortali dopo la prigionia. La direzione della prigione la privo di ogni cura delle sue malattie il che fu concesso a tutte altre condannate nella prigione.
Sua testimonianza cristiana, la via crucis dei condannati che scrisse durante la prigionia, suo perdono nelle terribili umiliazioni sopportate da essa, hanno testimoniato sua profonda educazione cristiana dell’anima completamente dedita a Dio.
Nel giorno della scarcerazione il 1 settembre 1952 per primo è andata nella chiesa parrocchiale di Pozega dove rimase per cinque ore nella preghiera confessandosi e ricevendo la s. comunione di nuovo dopo cinque anni! La sua persecuzione continua anche dopo esser uscita dalla prigione. Per tre anni fu privata da tutti i diritti civili, senza lavoro, senza soldi, senza alcuna assicurazione sociale ne medica. Viveva in grande povertà.
Morte gloriosa da martire
Con la salute molto compromessa torna a Zagabria dove si dedica a scrivere testi spirituali e formare individualmente i membri dell’Istituto secolare da lei fondato. Era unico lavoro che poteva fare, essendo sotto continua sorveglianza della polizia segreta (UDBA). Nel mese di dicembre 1955 la sua salute peggiora. Le conseguenze delle malattie contratte nella prigione si fanno vedere nel modo molto chiaro. La diagnosi delle sue malattie accertate nel 1955 sono: Hypertensio arterialis. Nephrosclerosis. Azotemia, izostenuria. Insuff. Renum. Cholecystitis chron. Laesia myocarda. Muore l’8 ottobre 1957 all’età di 57 anni con le ultime parole pronunciate: “Mi basta la Tua grazia”.
I funerali furono l’11 ottobre nel cimitero di Mirogoj, presieduti dal msgr. Franjo Seper, arcivescovo coadiutore, da molti anni suo amico che la aiutava nel lavoro apostolico. Molti suoi amici e conoscenti, specialmente ex membri delle organizzazioni cattoliche con le loro famiglie, sacerdoti, religiosi e religiose, e nel modo speciale i membri dell’Istituto secolare Collaboratrici di Cristo Re parteciparono ai funerali. Nelle loro condoglianze molti vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, artisti, laici cattolici, le donne che soffrivano come lei in carcere, le sue figlie spirituali, i membri del suo Istituto secolare esprimevano la loro convinzione della sua santità.
Miglior esempio della fama di sua santità era certamente la lettera dell’arcivescovo Card. Alojzije Stepinac, che fu ancora in vita come condannato, scontando la pena di prigione e confinato nel suo paese natale Krasic. Scrisse la lettera di condoglianza all’Istituto il 17 ottobre 1957 di cui portiamo alcuni brani:
“Ho ricevuto la notizia della morte della vostra cara madre, la Fondatrice delle Cooperatrici di Cristo Re, sorella Marica Stankovic. Già prima che mi è arrivata la notizia ufficiale, subito giorno dopo della sua morte è arrivato qui dott. Cvetan, canonico e così ho sentito della morte della cara defunta. Ho potuto subito, giorno dopo, il 10 ottobre celebrare Requiem per sua nobile anima, applicando il privilegio del “altaris privilegati” perché Dio misericordioso le permette più presto vedere la gloria eterna. Le mie sincere condoglianze a tutti il vostro Istituto per questa perdita! Questa cara e nobile anima ha dedicato tutte le sue forze della sua mente e cuore per la diffusione del regno di Dio qui sulla terra e può essere veramente comparata con quelle grandi donne dei primi tempi cristiani, per le quale il Cristo Signore era tutto e loro potevano dire con apostolo: ‘Non vivo più io, ma Cristo vive in me’. Anche se non ha effuso la sangue per Cristo come Agnese, Cecilia, Barbara, Febronia e tante altre, non c’è nessun dubbio che essa era pronta a questo, se Gesù avesse chiesto, mostrando con suo sacrificio nel carcere, dove si è trovata senza nessuna colpa, con unica colpa che amava Gesù e ha lavorato in onore del nome del Signore. E così, con tutta la sua vita ha lasciato miglior eredità alla sua Istituzione: esempio della vita cristiana, la vita fino all’esaurimento per Dio e gloria di Dio. E ora a tutti voi dice con apostolo: ‘Siate mie imitatrice, come sono io di Cristo’. Congeda Dio che questo desiderio della nostra defunta madre si adempia in ciascuno di voi! E quando arriverà il giorno della risurrezione universale vorrei che vi troviate a destra del Giudice divino per sentire con essa le parole di conforto: ‘Venite benedette del Padre mio…'”
Subito dopo la sua morte i fedeli si rivolgevano ad essa per chiedere la sua intercessione nelle diverse necessità, nel modo speciale per la buona educazione dei figli e la conversione delle anime dei giovani. Finora molte sono grazie ricevute.
Nel 2006 dopo aver ottenuto il Nulla osta dalla Congregazione per le cause dei santi, l’arcivescovo di Zagabria, cardinale Josip Bozanić apre il processo per la sua beatificazione.
p. Božidar Nagy, S.J., Croazia
Da santiebeati.it