«Non diciamo che oggi è più difficile;
è diverso. Impariamo piuttosto
dai santi che ci hanno preceduto
ed hanno affrontato le difficoltà
proprie della loro epoca».
Ottavio Ferraretto (Genova, 6 ottobre 1906 – Cherasco, 21 ottobre 1944) è stato un antifascista italiano, dirigente dell’Azione Cattolica, fucilato per rappresaglia dai nazisti.
Nacque il 6 ottobre 1906 a Genova, ma la famiglia si trasferì, quando era ancora un bambino, a Rapallo, in provincia di Genova. Nella cittadina ligure studiò presso le scuole dei Padri Somaschi e le scuole tecniche.
Impiegatosi in banca, presto abbandonò quel lavoro per proseguire l’attività di famiglia di agente rappresentante della Società i Molini di Genova, specializzata nella produzione di farine.
Nel 1931 si sposò con Flora Alessandri e dal matrimonio nacquero due figli: Augusto e Marisa.
La sua vita si caratterizzò per la fervente fede religiosa e l’impegno nel circolo rapallese della Società San Filippo Neri, della quale divenne presidente.
Nel periodo successivo alla “marcia su Roma” e la costituzione del regime fascista, propagandò continuamente le proprie idee antifasciste e il 26 luglio 1943 a Rapallo guidò per le strade della cittadina un corteo per festeggiare la caduta di Mussolini.
Dopo l’8 settembre, ricercato dai fascisti, si rifugiò a Cherasco (Cn), paese dove i Padri Somaschi con i quali era sempre in relazione, avevano un collegio.
Catturato insieme ad altri ostaggi nella notte tra il 3 e il 4 ottobre del 1944, quando i partigiani fecero saltare il ponte sul fiume Stura che collegava Cherasco e Bra, fu fucilato per rappresaglia da un plotone di soldati nazisti comandati dal colonnello Neufellner, il 21 ottobre 1944.
«Non diciamo che oggi è più difficile;
è diverso. Impariamo piuttosto
dai santi che ci hanno preceduto
ed hanno affrontato le difficoltà
proprie della loro epoca».