Promozione del clero e dei laici con l’Azione cattolica
Il 24 maggio 1971 i superiori e i rappresentanti degli istituti missionari presenti in Birmania si riuniscono a Roma per discutere il problema della grave scarsezza di clero e come rimediarvi: MEP, PIME, Colombani, missionari de La Salette, Fratelli delle Scuole Cristiane (per il Pime i padri Angelo Lazzarotto e Edoardo Tagliabue).
Constatano che i missionari rimasti nel 1971, entrati in Birmania prima del 1939, sono anziani, ammalati, isolati e il governo potrebbe mandarli fuori tutti dal paese da un giorno all’altro. Parecchi muoiono o si ritirano in patria. Il clero e le religiose locali sono assolutamente inadeguati a coprire i vuoti lasciati dai 232 missionari giovani (preti, fratelli e suore) entrati dopo l’indipendenza del 1948, espulsi nel 1966. La situazione è drammatica perché rischia di bloccare la crescita di una Chiesa in rapido sviluppo. Si discutono varie soluzioni da affidare alla conferenza episcopale birmana per una decisione: la possibilità di ordinare sacerdoti i fratelli delle Scuole Cristiane birmani (una trentina con alto livello di istruzione, già privati delle loro scuole), catechisti non sposati oppure anche catechisti sposati o cristiani sposati che siano preparati e diano sicuro affidamento. Si suggerisce ai vescovi birmani di decidere su questo tema e di chiamare rappresentanti di Propaganda Fide che vadano a discutere con loro. E’ anche importante, dice il verbale della giornata di discussione, dare ai missionari stranieri ancora in Birmania un forte segnale che non sono abbandonati dai loro istituti. A quel tempo non venne presa nessuna delle decisioni prospettate mentre oggi, in genere, le diocesi birmane hanno un numero sufficiente e a volte abbondante di sacerdoti locali.
Nel 1961 la diocesi di Taunggyi aveva 25 missionari del Pime, 12 preti locali, 105 suore, 14 parrocchie e 29.310 battezzati con 631.847 abitanti. Poi il movimento di conversioni è stato abbastanza costante, ma non vivace. Negli anni sessanta la diocesi aveva dai 500 ai 700 battesimi di adulti l’anno, leggermente aumentati nei due decenni seguenti: nel 1986, nel XXV° della diocesi, i battezzati erano 70.772. La diminuzione delle conversioni rispetto agli anni cinquanta va soprattutto attribuita all’instabilità politica e alle guerriglie, come all’insicurezza delle strade e alle restrizioni messe dal governo militare che impediscono od ostacolano i preti nella visita ai villaggi.
In questo mons. Gobbato ha dato buon esempio e, secondo la tradizione del Pime: eccetto che nei mesi di continua pioggia monsonica, era spesso in visita alla sua immensa diocesi (estesa poco meno dell’Italia settentrionale!), anche se faticava molto a ricevere i relativi permessi, ma come vescovo ben voluto da tutti qualche privilegio riusciva ad ottenerlo. In 28 anni di episcopato ha realizzato più di dieci visite pastorali in tutte le parrocchie e i villaggi cristiani di ciascuna, aperto nuove parrocchie e organizzata l’Azione cattolica con sede centrale a Loikaw, che geograficamente era il centro della diocesi nello stato di Kayah.
L’Azione cattolica di Taunggyi è riconosciuta dal governo birmano come associazione laicale che può prendere iniziative, avere proprietà, intervenire nella vita pubblica con autorità propria. Oltre che fare opera di evangelizzazione e di formazione cristiana soprattutto dei giovani e delle famiglie, l’Azione cattolica, con i suoi presidi diffusi in tutte le parrocchie, organizza e anima i cristiani, mettendoli a servizio della Chiesa e del paese. Questo ha favorito la crescita e diffusione delle comunità cristiane e ha portato alla nascita di varie iniziative apostoliche e missionarie, a livello locale nelle parrocchie e anche diocesano. La più segnalata dai documenti d’Archivio è l’azione di carità e di assistenza ai poveri da un lato, l’annunzio di Cristo ai non cristiani dall’altro; questa forma è promossa soprattutto dalla “Legione di Maria”, l’unico movimento di laici cristiani presente nelle missioni dell’Istituto in quegli anni. Purtroppo, come scrive padre Noé in una lettera nel 1989.