Note biografiche
BRUNO COMOLLI
5 ottobre 1948, Novara -15 febbraio 1978, Milano
Bruno Comolli nasce a Landiona il 5 ottobre 1948

Trent'anni di vita, trent'anni di cammino con il suo Signore per raggiungerlo in cielo.
Cresce "in un ambiente cristiano: la famiglia!". Così ne parla: "Ho avuto in dono da Dio una mamma eccezionale: spiritualmente forte, materialmente sofferente, è stata la prima guida ed è tutt'ora consiglio nelle mie decisioni. Ho ricevuto quindi anche una fede che qui non è rimasta fede tradizionale ma è cresciuta un po', anche se talvolta vacilla".[Appunti Giovanili]

E' in collegio a Novara per le Scuole Medie ed il Liceo Scientifico presso l'Istituto Salesiano San Lorenzo presso il quale consegue la maturità nell'anno 1968.
E' questo il periodo della maturazione e della scelta definitiva, senza tentennamenti per il suo Signore, scrive infatti nel 1965:
"Grazie o Gesù, per avermi dato la fortuna di poterti conoscere, amare e servire. Volentieri e ansiosamente ascolterò la tua volontà riguardo al mio avvenire. Fammi conoscere il tuo desiderio. "Parla, o Signore, il tuo servo ti ascolta". Con te lavorerò intrepidamente: insieme colla tua infinita sapienza, saggezza e potenza (infinita) e le mie povere forze faremo grandi cose. Padre, maestro ed amico mio divino ignoro ancora quali siano i tuoi decreti sopra di me, ma finora pienamente li accetto." [Quaderno degli esercizi spirituali].

Dio pone sulla sua strada dei sacerdoti che comprendono a fondo le potenzialità spirituali di Bruno e lo "lanciano" nell'apostolato facendogli scoprire l'impegno nell'Azione Cattolica. Nel 1966 diviene parroco di Landiona don Carlo Leto, sacerdote entusiasta e grande educatore. Bruno diviene suo collaboratore nell'impegno per i giovani di Landiona ed il paese vivrà in questo periodo un momento bellissimo con una comunità cristiana viva ed entusiasta. Bruno si dimostra un entusiasta di Cristo e sa trasmettere entusiasmo ai giovani ed ai ragazzi che incontra. Un altro incontro decisivo per Bruno è quello con don Giovanni Garlanda, assistente diocesano dei Giovani di Azione Cattolica di Vercelli. Assieme con gli altri sacerdoti assistenti, don Sergio Vercelli, don Claudio Sandra, fecero davvero "grandi cose". Nel 1966 Bruno scrive durante gli Esercizi Spirituali: "Signore concedimi non solo di partire al tuo seguito ma anche di starci"

I campi scuola di AC che si tenevano alla casa "De la Pierre" di Saint Vincent parlano di momenti
alti di formazione giovanile. Bruno dal 1970 fino alla morte serve l'Associazione diocesana con un impegno e una dedizione esemplari. Dal 1970 al 1972 è Vice-responsabile diocesano A.C.R. e dal 1972 al 1976 è il Responsabile diocesano della stessa A.C.R. Dal 1976 al 1978 è Vice-presidente diocesano per il Settore Giovani. Nel frattempo si iscrive all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e si laurea in Scienze Politiche il 5 marzo 1973, il 15 marzo 1976 ottiene l'abilitazione all'insegnamento in Psicologia sociale e Pubbliche relazioni. L'ansia di portare Cristo ai giovani gli fa compiere la scelta di vita coerente ai suoi propositi più intimi: l'insegnamento della Religione nelle scuole statali. E' incaricato nel 1974 dall'Ufficio Catechistico Diocesano di Milano dell'insegnamento a tempo pieno al 7° I.T.I., (un grande istituto tecnico con 1.200 studenti).

Tragicamente investito da un'auto sulle strisce pedonali mentre la sera rientrava a casa dopo una riunione a scuola, Bruno, nella mattina del 15 febbraio 1978, incontra faccia a faccia quel Signore che tanto ama.

A distanza di anni dalla morte il "segno" lasciato da Bruno è ancora profondo, per la testimonianza, la capacità di trascinare entusiasmi e seminare convinzioni nel profondo dell'animo giovanile, il dono di una facilità di essere l'amico per grandi traguardi per ragazzi e giovani.
Ciò che ha contraddistinto Bruno nel suo impegno in Azione Cattolica è la preghiera personale e continua. Ai campi scuola prega per affidare al Signore i ragazzi ed i giovani affinché si possa verificare per ognuno di loro l'incontro della vita. Queste alcune delle parole di ragazzi del campo scuola del 1974: "Qui si riesce ad apprezzare Dio e abituarsi ad essergli vicino" "ognuno di noi che è riuscito ad interpretare le parole che Dio ha voluto dirci per mezzo di questo campo scuola prenderà sicuramente la via di Dio"

Le lunghe affettuose lettere con gli amici e le amiche dei tempi dell'Università ne testimoniano la capacità di amicizia e la grande disponibilità umana: "Siediti pure, il posto è libero! Una frase accompagnata da un largo sorriso ... Fu quello un incontro casuale... Un'amicizia per continuare col tempo deve poter contare sulla sempre pronta disponibilità delle persone e Bruno fu sempre disponibile perché accanto a lui il posto c'era sempre per tutti e per ognuno". "Questa amicizia ci permise di superare momenti di profonda crisi con il coraggio che viene dal conforto delle parole dell'amico, quelle importanti decisioni per renderci disponibili a quel misterioso e divino disegno che solo attraverso ad una fede vissuta può essere accettato"

Così scrive a proposito del suo lavoro con i giovani nella scuola: "Sì, dove gli esseri umani si incontrano, guardandosi negli occhi, senza odiarsi, senza temersi, senza umiliarsi, senza ferirsi, senza sentirsi estranei e col segreto desiderio di comunicarsi il meglio della propria vita, il più profondo della propria esistenza, lì comincia a nascere vera amicizia. Io penso che sia nata, non può mancare, non può morire anche se termina la scuola. E' sempre fresca come l'erba appena nata. Così io vi ricorderò: i primi artefici della mia prima esperienza scolastica. Così ricordatemi: una persona incontrata sulla strada della vostra vita che ha creduto in voi, in ognuno di voi, in ciascuno con le proprie identità e i propri valori." [Bilancio dell'esperienza scolastica, 1975]

Dopo la sua morte improvvisamente compaiono al 7° I.T.I. alcuni "tatzebao", di alunni e genitori che rendono pubblico tutto l'impegno e l'amore di Bruno per il suo prossimo. "Grazie Prof. Comolli per la testimonianza di fede vera e coerente per la gioia, per il senso umano che portavi nelle classi dei nostri figli. Un gruppo di genitori dei tuoi allievi". "La Classe 5 A ricorderà l'impegno del Prof. Comolli nel voler fare di noi uomini migliori". Il racconto dei suoi colleghi rafforza l'idea di un grande testimone in un ambiente per quegli anni difficilissimo, dove neppure i sacerdoti avevano il coraggio di entrare. Ma forse il ritratto più bello è quello di Giovanni, un suo allievo: "Bruno non diceva ogni momento Signore, Signore, ma la sua pienezza di vita e la gioia, sempre trasparente (dicevano) che il motivo della sua esistenza era Lui, era giorno dopo giorno Annuncio e Missione per tutti. Quello che ha colpito al primo istante la mia persona era che Bruno aveva una forte tensione: quella di rendere il suo giudizio sulle cose il giudizio di Dio". "C'era, insomma, una stima vicendevole, un desiderio di ascoltare l'altro che ti stava dando qualcosa di concreto per la tua vita, e questo non accadeva solo tra noi ma con molti miei compagni di classe e di scuola che magari non hanno il dono della fede; questo è il miracolo che è avvenuto! Da qui è nata e continua ancora un'amicizia più profonda, un'umanità più vera tra i miei compagni di classe."

Bruno Comolli amava cantare, amava animare col canto le celebrazioni liturgiche ma ha soprattutto cantato con la vita il Vangelo del suo Signore. Fra tutte, all'Azione Cattolica di Vercelli pare che lui abbia cantato in modo eccezionalmente intonato questa espressione del Vangelo: "Beati i puri di cuore perché vedranno Dio".

[testo a cura di Luciano Vietti e Gianni Ronco]

Tratto da LAICI NELLA CHIESA, CRISTIANI NEL MONDO. Per una storia dell'Azione Cattolica nelle Chiese Locali del Piemonte e Valle d'Aosta (a cura di Vittorio Rapetti), EIG, 2010, parte prima - Le persone.