Loreto 2004-2014 - l'Azione Cattolica ricorda lo storico incontro con Giovanni Paolo II

Questa sera alle ore 19.00, nella Cappella della Domus Mariae dedicata ai Santi e ai Beati di Ac (Roma, via Aurelia 481), mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini e già assistente generale di Ac, presiederà la Santa Messa. Presenti i membri della presidenza nazionale Ac di allora e di oggi, i sacerdoti assistenti e molti altri responsabili e amici dell’Azione Cattolica.

«Il dono più bello che potete fare alla Chiesa e al mondo è la santità». Risuonano ancora nel cuore di chi era presente le parole di Papa Giovanni Paolo II a Loreto nel Pellegrinaggio-festa del 5 settembre di 10 anni fa.

L’intera piana di Montorso, colorata e gioiosa, si strinse piena di premura e affetto in un grande abbraccio intorno al Papa, in quella che sarebbe stata la sua ultima uscita pubblica.

«Con la sua storia l’Ac - ci incoraggiò Giovanni Paolo II - ha contribuito a formare laici cristiani pronti a costruire la civiltà dell’amore insieme a tutti gli uomini e le donne di buona volontà».

Dentro questo cammino lastricato di santità autentiche si ricordò, a Loreto, lo straordinario esempio dei Servi di Dio: Pedro Tarrés i Claret, Alberto Marvelli e Pina Suriano, un sacerdote e due laici appassionati dell’uomo e del Vangelo, testimoni di grandi valori e di una tradizione di straordinaria ricchezza.

Nella sua omelia il Papa invitò a continuare a «testimoniare la fede coltivando le virtù specifiche dei laici: la fedeltà e la tenerezza in famiglia, la competenza nel lavoro, la tenacia nel servire il bene comune, la solidarietà nelle relazioni sociali, la creatività nell’intraprendere opere utili all’evangelizzazione e alla promozione umana». «A voi- aggiunse- spetta pure di mostrare - in stretta comunione con i Pastori - che il Vangelo è attuale, e che la fede non sottrae il credente alla storia, ma lo immerge più profondamente in essa».

A Loreto Giovanni Paolo II consegnò all’Azione Cattolica tre parole: contemplazione, comunione e missione, chiedendo all’Ac di tenere lo sguardo fisso su Gesù, di essere fermento vivo di comunione e di essere sempre più missionaria in un mondo che cambia. Sono delle indicazioni ancora attualissime che noi oggi accogliamo, confermati dalle tre “tracce di cammino” indicate da Papa Francesco nell’incontro dello scorso 3 maggio 2014: «Rimanere con Gesù e godere della sua compagnia (…) Andare per le strade delle vostre città e dei vostri Paesi (…) Gioire ed esultare sempre nel Signore! Essere persone che cantano la vita, che cantano la fede».

L’Ac, a Loreto come oggi, vuole raccontare il suo essere un’associazione popolare: bambini, giovani, adulti, famiglie in cammino, contenti di essere insieme e gustare una rinnovata fiducia nella propria esperienza. Un’Ac in sintonia con la gente e i territori di cui è espressione, che contribuisce a ravvivare il tessuto del nostro Paese. Un’Ac che parla della vita suscitando l’interesse di tanti, perché mostra il volto aperto e dialogico di una fede appassionata alla vita e alla società.

Un’associazione estroversa, cordiale, che sa dire qualcosa di significativo in ogni tempo e mostra quanto sia interessante e affascinante la vita cristiana.

Un’Ac impegnata a fare della santità il cuore di tutto, e dunque a orientare tutte le proprie energie alla cura di una formazione, spirituale, culturale, umana, ecclesiale.
A Loreto l’Ac racconta la sua capacità di rinnovarsi attraverso la consegna all’Associazione del nuovo Progetto Formativo “Perché sia formato Cristo in voi”. Si tratta di una scelta qualificante di tutto il percorso di rinnovamento dell’Azione Cattolica, che nacque dalla necessità di delineare una formazione più esplicitamente orientata alla missione e dall’esigenza di condividere il Vangelo con tutti.

Una necessità che chiede ancora oggi di essere all’altezza dei tempi, per comunicare la Buona Notizia in forme nuove, ma sempre autentiche ed efficaci per poter entrare in dialogo col mondo contemporaneo.

Questa responsabilità spinge da sempre l’Associazione a sentirsi in ricerca, a sostenere una “formazione pensata”, legata alle realtà diocesane, mai frutto di abitudine e di improvvisazione.

Il ricordo di questa tappa così significativa del cammino associativo ci incoraggia a verificarci costantemente nell’«impegno di fedele adesione a Cristo Gesù» a cui ci invitò il Santo Padre.

Al Saluto di Giovanni Paolo II: «Coraggio Azione Cattolica! Il Signore guidi il tuo cammino di rinnovamento!», ci sentiamo ancora oggi di rispondere con l’umiltà e la gioia di Maria «Ecco il nostro SI!».
Da: Azione Cattolica Italiana